Un mare di cristalli e paesaggi selvaggi

18 Luglio 2017 Scritto da Rassegna Stampa 71
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La spiaggia dell'Argentiera. Vista dall'alto somiglia a una rondine o a un gabbiano disegnati da un bambino. Due ali di sabbia color ambra, separate da una bassa scogliera, librate sul blu e il verde profondo del mare che bagna la costa nord-ovest della Sardegna.

Intorno, rilievi frastagliati di scisto bruno dalle venature argentate contrastano con la luce dell'acqua e del cielo. Uscendo da Sassari, nel cui territorio ricade e da cui dista un po' meno di quaranta chilometri, la Cala dell'Argentiera si raggiunge guidando in direzione di Alghero e percorrendo la SS 131 oltre lo svincolo per Porto Torres; poi deviando in direzione Argentiera fino a Palmadula, e da qui svoltando a sinistra sulla SP18 e proseguendo per altri cinque chilometri. La cala è la meta giusta per chi, oltre all'incanto della natura, cerca la storia più o meno recente.

Il litorale, frequentato ma non affollato come altri più modaioli, si trova infatti ai piedi dell'ex villaggio minerario dell'Argentiera, da cui prende il nome. Inaugurato a metà dell'Ottocento, attivo fino agli anni Sessanta del secolo scorso, oggi, con un'ottantina di altri siti sparsi per l'isola, il borgo è parte integrante del Parco geominerario storico e ambientale della Sardegna, riconosciuto dall'Unesco alla fine degli anni Novanta. Del suo passato, l'Argentiera conserva edifici e strutture, alcuni in stile razionalista, parzialmente recuperati, tra i quali una grande laveria in legno, che le regalano un fascino indiscutibile e western. Il sito riveste importanza comunitaria ed attualmente è stato finanziato un imponente progetto di recupero e ristrutturazione.

È uno dei luoghi considerato un santuario per le attività naturalistiche e in particolare per il trekking. Qui sono state girate le scene iniziali del film "La scogliera dei desideri", pellicola hollywoodiana con protagonisti Elizabeth Taylor e Richard Burton.Un'atmosfera romantica, quella che si respira nella Cala, capace di attirare turisti e persone del posto, conquistati dalle acque limpide e scintillanti, dove è possibile fare snorkeling ed esplorazioni subacquee, e dai fondali sabbiosi che restano bassi per un tratto ampio, prima di digradare verso tavolati rocciosi. La cala è formata da due spiagge, una di cento metri, l'altra di duecento, ricche di sabbia dalla grana grossa, mista di sassolini e residui minerali, e dalle sfumature dorate. C'è un grande spiazzo riservato ai parcheggi, un punto ristoro, servizi di noleggio di ombrelloni, lettini, pedalò e canoe.

Basterebbe tutto questo per fare dell'Argentiera una delle spiagge più interessanti della provincia di Sassari. Ciò che la rende inimitabile, però, è un gioiellino naturale che non tutti conoscono perché non facilmente raggiungibile via terra, a causa della franosità delle rocce. È il Lago delle Vergini, uno specchio verde d'acqua trasparente, quasi una piscina, circondato da una spiaggetta di ciottoli candidi e avvolto da un silenzio irreale. Fare il bagno qui è un'esperienza quasi mistica e vale la pena procurarsi una barca, o un gommone, e costeggiare la scogliera in direzione nord-est per concedersi un'ora di paradiso.

da: www.lanuovasardegna.it -18 luglio 2017

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