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La terza serata del Festival "Sulla terra leggeri" ha avuto come protagoniste le donne.

Hanno aperto la serata le belle e brave scrittrici Melissa Pianarello, Violetta Bellocchio e la regista Alice Rorhwacher, tutte concordi nell'affermare che la donna deve necessariamente imporsi per uscire dagli stereotipi che la vogliono ora casalinga, un giorno escort, un altro giorno velina o intellettuale.

Per fare ciò è necessaria una vera rivoluzione e la voglia di lottare di ognuna di noi. L'apice della serata è stato raggiunto quando sul palco è salita Lella Costa che con il suo monologo "Ragazze nelle lande scoperchiate del fuori" durato oltre un'ora e mezza, ha letteralmente stregato il numeroso pubblico.

Ha esordito spiegando agli spettatori che il suo spettacolo è nato con l'intento di rendere protagoniste le donne, con la storia di Orfeo ed Euridice. Lella Costa è un'attrice eccezionale, che recita in maniera meravigliosa: a tratti ironica, a momenti drammatica, sa rivolgersi al pubblico in maniera incredibile! Il suo monologo è scritto da lei e Massimo Cirri, quindi possiamo certo immaginare qualcosa di stupefacente, e così è stato. In un palco poverissimo, la Costa ha iniziato a raccontare la storia e a porsi diversi interrogativi:  cosa spinge Euridice (simbolo di tutte le donne) ad allontanarsi dal suo amato, il tremendamente noioso e opprimente Orfeo? Qual'è il motivo che la spinge a recarsi nelle "lande scoperchiate del fuori" dove incontra il morso mortale di una vipera? Per non parlare della tremenda svista di Orfeo che erroneamente si volta quando non dovrebbe voltarsi e che il suo gesto, letto sotto un'altra chiave, potrebbe quasi apparire come un uxoricidio. Perfino nel contesto mitologico la Costa non si risparmia battute graffianti, ma sempre in modo elegante e garbato. Da evidenziare la fine ironia nell'attribuire i nomi agli organi sessuali maschili e femminili. In poche parole il prodotto offerto agli spettatori è stato frizzante, bello, coinvolgente. Aver snobbato gli anni scorsi il Festival mi rammarica parecchio. Da quest'anno mi sono ripromessa di non perdere le prossime edizioni che ho deciso di sostenere sottoscrivendo una tessera come socio sostenitore.

Ora posso dire di poter camminare sulla terra... più leggera.

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