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La pianta è originaria dell'India e della Cina, infatti si pensa che sia stata importata per la prima volta in Europa dagli Arabi circa 1.500 anni fa e più precisamente in Andalusia.

 

La melanzana cruda ha un gusto sgradevole ed è anche tossica perché contiene solanina, pertanto viene consumata solamente cotta. La mirinzana in forru è un piatto tipico della cucina sassarese e per questa regina della tavola vi è anche una canzone che ne esalta la sua bontà che recita:

La mirinzana in forru, è bona e assai licchitta, è megliu di la fava, piú bona di l'anghidda, ma si è cundidda be', cun agliu e pebaroni, ti friggi umbé la ganna la mirinzana la mirinzana, ti friggi umbé la ganna la mirinzana la mirinzana, adirunduda'.

Preparazione:

Il metodo di preparazione è semplicissimo: bisogna tagliarla in due e praticare una serie di incisioni a scacchi nella polpa, in entrambe le metà, mettervi del sale fino e lasciare riposare per una mezz'ora. Questo procedimento fa sì, che il sale al contatto con la polpa, faccia "spurgare" la melanzana, facendole perdere quell'acquetta che a volte la rende amarognola. Trascorso questo tempo, bisogna sciacquarla e condirla con aglio, prezzemolo, olio extra vergine d'oliva, sale e peperoncino rosso secco; per concludere va sistemata in una teglia ed infornata alla temperatura massima per circa mezz'ora. L'ideale per la cottura sarebbe il forno a legna o il barbecue, ma in mancanza di questi due elementi, si possono cucinare tranquillamente al forno.

La mirinzana è pronta per essere consumata.

 

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