Questo sito web utilizza cookie tecnici necessari per il corretto funzionamento delle pagine; NON sono utilizzati cookie di profilazione finalizzati all'invio di messaggi pubblicitari in linea con le preferenze manifestate dall'utente nell'ambito della navigazione in Rete. Il sito web consente l'invio di cookie di terze parti (tramite i social network). Accedi all'informativa estesa, per leggere le informazioni sull'uso dei cookie e su come scegliere quale cookie autorizzare. Cliccando sul tasto "Ho capito! Accetto!" o proseguendo nella navigazione, si acconsente all'uso dei cookie.

Parco Lu Cantaru

banner su cantaru 154x134

Il Parco Lu Cantaru si erge su un promontorio poco distante dalla strada che da Sassari...

Leggi tutto

El Sombrero 2

banner pizzeria el sombrero

Pizze da asporto, pizzette, panini, fainè, piatti composti, polli arrosto...

Leggi tutto

Panipal

banner panipal

Panificio da tre generazioni. Con noi puoi riscoprire il sapore antico del pane...

Leggi tutto

Agriturismo Finagliosu

banner finagliosu

L'Azienda Agrituristica Finagliosu è costituito da un vecchio "Quile"...

Leggi Tutto

SI.GA. Porto Palmas

banner porto palmas

Varo e alaggio di barche e gommoni, escursioni in mare, bar, ristoro...

Leggi tutto

nuova sardegna schiumaARGENTIERA. L'impressionante marea bianca che l'altra notte ha invaso le coste da Porto Palmas alla zona della Frana, nel «mare di fuori», è un fenomeno misterioso che resterà tale ancora per poco.

Ieri all'Argentiera sono arrivati i tecnici dell'Arpas (Agenzia regionale per la protezione dell'ambiente) e la motovedetta CP 871 della Guardia costiera di Alghero. Gli esperti hanno prelevato campioni di acqua marina e di sabbia. Le analisi di laboratorio riveleranno la composizione di quella strana schiuma densa che ha ricoperto gli scogli per una decina di chilometri.

Saranno gli esperti e una inchiesta della magistratura a dire se si tratta di un clamoroso caso di inquinamento, prodotto da una nave che ha lavato i serbatoi al largo, oppure se è stato uno straordinario fenomeno naturale mai verificatosi in queste proporzioni. All'Ufficio circondariale marittimo di Alghero, che ha eseguito i campionamenti sotto il coordinamento del compartimento di Porto Torres e della Direzione marittima di Olbia, procedono con prudenza ma senza escludere alcuna ipotesi. «Sui campionamenti - spiegano gli esperti - saranno fatte due tipologie di analisi: una biologica per accertare l'eventuale origine naturale; una chimica per accertare l'eventuale presenza di idrocarburi o sostanze tensioattive derivanti da detergenti». Gli uomini della Guardia costiera, coordinati dal tenente di vascello Giuseppe Prigigallo, hanno completato il lavoro di campionatura. I risultati delle analisi arriveranno tra qualche giorno.

La schiuma depositatasi a Porto Palmas non aveva odori particolari e «questo - spiegano alla Guardia costiera - lascerebbe presupporre che il fatto possa attribuirsi a un fenomeno naturale. Saranno però le analisi a chiarire la causa dell'evento». Anche perché gli esperti sanno bene che, a parte ciò che viene trasportato nei serbatoi delle petroliere, ci sono tante altre sostanze chimiche che disciolte in acqua non hanno alcun odore. E non significa molto neppure il fatto che un misterioso fenomeno analogo si sia verificato quattro anni fa sulle coste di Fertilia, come rivelato ieri dall'Ufficio circondariale marittimo di Alghero. In quella occasione le analisi avevano escluso la presenza di idrocarburi o di sostanze detergenti. Si era stabilito che cosa non ci fosse, ma non era stato chiarito cosa fosse successo.

La «marea bianca» ieri mattina è arrivata fino a Sassari. Negli uffici della Procura della Repubblica è stato aperto un fascicolo sull'episodio. Uno dei sostituti del procuratore capo Roberto Saieva è al lavoro (e ha già ricevuto un rapporto dalla Guardia costiera) per fare chiarezza su quanto accaduto a Porto Palmas. Il sospetto dell'inquinamento è forte ma nessuno, tra gli uomini che si stanno dedicando al «mistero di Porto Palmas», si è innamorato di una tesi.

In attesa di capire cosa fosse quella schiuma che ha imbrattato scogli e sabbia, l'autorità marittima sta verificando il traffico navale che ha segnato le acque antistanti la costa dell'Argentiera negli ultimi giorni. Sabato notte al largo di Porto Palmas c'erano onde lunghe otto metri sospinte dal maestrale. Se qualcosa di illecito è accaduto, potrebbe essere successo a molte miglia dalla costa.

Chi sembra avere le idee chiare sono le associazioni «Amici della Terra» e «Gruppo di intervento giuridico». In una nota del portavoce Stefano Deliperi, i sodalizi definiscono ciò che è accaduto a Porto Palmas «un disastro ambientale di cui bisogna individuare e punire i responsabili». Gli ecologisti hanno presentato una richiesta in tal senso alla Procura, al ministero dell'Ambiente, alla Regione, alla Provincia e al Comune di Sassari.

Al procuratore di Sassari ha scritto, da Bruxelles, anche Giommaria Uggias, parlamentare europeo dell'Idv. «L'Unione europea può aiutare le autorità italiane a scoprire i responsabili della "marea bianca"» ha suggerito l'europarlamentare. Uggias segnala l'esistenza del CleanSeaSet, messo a disposizione dall'Agenzia europea per la sicurezza marittima. «Si tratta di una risorsa dell'Emsa - spiega Uggias - che si occupa di monitorare le coste e di immagazzinare le immagini satellitari che ritraggono la fuoriuscita in mare aperto di prodotti nocivi per l'ecosistema». La soluzione del mistero della «marea bianca» è vicina.

Vedi l'articolo originale

Agenda Eventi

Agosto 2020
Lun Mar Mer Gio Ven Sab Dom
1
2
3
4
5
6
7
8
9
10
11
12
13
14
15
16
17
18
19
20
21
22
23
24
25
26
27
28
29
30
31
Scroll to top