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Dal sito www.lanuovasardegna.it - 14 giugno 2015.

Un gruppo di migranti all'esterno dell'ex agriturismo di Palmadula (foto Mauro Chessa)

 SASSARI. Le risposte non si fanno attendere e dietro la celerità non c’è solo spirito di solidarietà.

I migranti che arrivano nell’isola possono diventare una fonte di reddito e incentivare la riconversione economica. Lo Stato passa per ciascuno di loro una cifra che si aggira sui 35 euro al giorno, dall’importo è necessario scalare il pocket money da 2,50 euro che spetta ai migranti per fare fronte a piccole spese quotidiane. Con il resto, chi gestisce le strutture d’accoglienza deve garantire l’alloggio e pasti adeguati, interpreti, mediatori e attività formative. La certezza è lavorare tutto l’anno. Per questo nell’isola diversi operatori del settore turistico hanno deciso di voltare pagina tuffandosi nel campo dell’accoglienza.

Alberghi, agriturismo, residence e case vacanze da un giorno all’altro hanno iniziato a ospitare i migranti. A gestirli gli stessi soggetti che formano cooperative con le quali partecipare alle gare d’appalto. Uno dei soci lo ammette senza vergogna: «Con il residence il lavoro era stagionale, massimo tre mesi all’anno. Grazie ai migranti invece la struttura resta sempre aperta e noi abbiamo un introito economico tutto l’anno».

La conversione economica ha interessato il Baja Sunajola di Lu Bagnu (Castelsardo), che sino a un anno fa ospitava le colonie estive dei bambini. Ad Alghero i casi sono due: l’ex agriturismo Zia Maria e il Vel Marì (a Fertilia), che prima dell’arrivo dei nuovi ospiti era una casa vacanze a due passi dal mare. C’è poi l’agriturismo a Palmadula, che ha accolto i migranti appena una settimana fa. E poi l’albergo a Sadali, nel Cagliaritano, struttura d’accoglienza dall’agosto scorso. Gli esempi sono tanti e aumenteranno nelle prossime settimane. (si. sa.)

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