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Acqua off-limits in città, residenti esasperati

15 Marzo 2016 Scritto da La Nuova Sardegna - Giovanni Bua Rassegna Stampa 303
Acqua off-limits in città, residenti esasperati Foto: La Nuova Sardegna
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Acqua torbida, nonostante sia dichiarata potabile, a Li Punti. E ancora vietata in più di mezza città. Con tre diverse ordinanze emanate il 28 aprile, il 22 e il 29 maggio, mai revocate. Che impediscono l’uso umano della risorsa idrica da via Prati a Palmadula passando per tutta la parte sud della città.

E il Comune che cerca di correre ai ripari come può piazzando in giro per la città autocisterne “certificate”, che saranno a disposizione domenica dalle 9 alle 15 in piazza Santa Maria e in Via Kennedy, e lunedì, sempre dalle 9 dalle alle 15 un’autobotte da cinquemila litri nella borgata di Palmadula, nella piazzetta della Chiesa.

Poco più di un pannicello caldo in una situazione da incubo. Con le analisi Asl che non vanno apposto e Abbanoa che spiega che la rete e un colabrodo che fa letteralmente acqua da tutte le parti, tra perdite, sporcizia e ruggine che sballano valori e portata.

Ma anche dove le analisi sono a norma le cose non vanno per il meglio. Come denuncia in una disperata lettera aperta scritta al sindaco Nicola Sanna un residente della popolosa frazione di Li Punti, pronto a rivolgersi alla magistratura per chiedere giustizia: «Da anni sono in lotta con Abbanoa per il problema dell’acqua sporca – spiega l’uomo – infinite volte sono stati chiamati per risolvere il problema, e ogni volta venivano, spurgavano le tubature riversando metri cubi di acqua che tingevano la strada di giallo, sebbene questo fosse un modo per risolvere il problema solo per qualche giorno. Recentemente non vengono più a spurgare le tubature, nonstante le numerose richieste. Sono anni che non utilizziamo quell’acqua per uso alimentare, ma ormai non è possibile utilizzarla neanche per il bucato, le pulizie di casa, e tanto meno per l’igiene personale, viste le varie volte che ci siamo trovati a fare la doccia con l’acqua gialla. Eppure questa acqua è classificata come potabile, e pagata come tale, nonostante sia inutilizzabile anche per lavare i pavimenti».

«Abbanoa continua a chiedere agli utenti il rispetto dei doveri attraverso vari balzelli – chiude l’itente esasperato – , però sui doveri di Abbanoa non si può discutere, quando tutto ciò che
è richiesto è avere acqua pulita. Vorrei sapere se il sindaco, o l’ufficio igiene del Comune di Sassari, ha intenzione di intervenire per salvaguardare la salute delle persone, o se sia necessario rivolgersi ad un magistrato per risolvere il problema, vista l’evidente inesistenza del servizio».

Dal sito www.lanuovasardegna.it - 13 giugno 2015.

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